Parte domani la X edizione del Mediterraneo Video Festival di Paestum
Con la proiezione dei lavori degli studenti dei licei scientifici Giambattista Piranesi di Capaccio e Leonardo Da Vinci di Vallo della Lucania, realizzati durante i laboratori Medvideolab, prende il via domani, giovedì 13 settembre, la decima edizione del Mediterraneo Video Festival, Festival Internazionale del Cinema Documentario, che si terrà a Villa Salati, a Paestum, fino a domenica 16 settembre.
I lavori degli studenti, che affrontano i temi della biodiversità e della coscienza alimentare, mettono a confronto due realtà. Da un lato c’è la bufalara di Gromola a Capaccio, che un tempo era il posto in cui si lavorava artigianalmente la mozzarella e dove trovavano riparo i contadini. Oggi a Gromola, gli edifici adiacenti la bufalara sono occupati da alcune persone e tra queste ce n’è una, in particolare, che attraverso il filmato rivendica la dimora in cui ormai vive da anni. Dall’altro, nel filmato realizzato dagli studenti di Vallo della Lucania, c’è la vita in un agriturismo, come tanti ne esistono nel Cilento. Qui tutto è incentrato sulla qualità dei prodotti e dell’ospitalità. La famiglia che lo gestisce lavora alla riscoperta di alcuni tipi di grano e di conseguenza dei prodotti naturali. L’intento dei lavori è di avvicinare i ragazzi al territorio, e di trasformarli da fruitori passivi in persone capaci di guardare analiticamente quanto gli viene proposto.
Tredici i film in concorso, tra Italiani e stranieri, tra cui molte anteprime, che varranno esaminati da un’attenta giuria composta da Roberto Perpignani (presidente) regista romano che, tra le altre cose, ha collaborato al montaggio di lavori di Orson Welles, ha collaborato con Bernardo Bertolucci, con i fratelli Taviani e con numerosi altri registi italiani e stranieri. Innumerevoli i riconoscimenti e i premi ricevuti (tra cui due Davide di Donatello, nel 1983 per “La notte di San Lorenzo” dei Taviani e nel 1995 per “Il Postino” di Michael Radford). Con lui in giuria ci saranno Luigina Di Liegro vicepresidente della Fondazione Don Luigi Di Liegro, Dante Albanesi, Bruno Roberti e Alberto Castellano.
A conferma che uno degli aspetti distintivi del Medfest è l'attenzione puntata sul sociale, il tema dell'edizione 2007, oltre che al paesaggio culturale, sarà dedicato all'Africa come impegno dei diritti umani e civili in riferimento alle donne che resistono e all'infanzia negata. Su questo tema l'Associazione Medfest ha ottenuto il patrocinio di AMREF, che quest’anno festeggia i 50 anni di attività, ed il coinvolgimento di personaggi del mondo della cultura nazionale e internazionale, delle diplomazie e delle associazioni culturali dei paesi interessati all'interscambio socio-culturale Italia-Africa.
I primi film in concorso
Alle 17.30, si entra nel vivo del concorso con il primo film in competizione, Koraci del regista serbo Vladimir Pérovic: all’interno dello stesso scenario, senza conoscersi, tre eroi, in tre storie diverse, intraprendono un lungo e faticoso cammino al fine di compiere un qualcosa. Uno per caricare il vecchio orologio in cima ad un remoto campanile. Un altro per fare il guardiano di un’azienda in disuso, insidiata dalla ruggine e dalle ragnatele. Il terzo per accendere il fuoco nel focolare dei suoi avi, tra rovine sparse qua e là. Senza dialoghi, il film indaga sul senso degli sforzi dell’uomo e del suo posto sulla terra. Seguirà L’ultima Treves di Marcello Sannino, che propone la lunga vicenda della libreria internazionale Treves ed il lungo cammino di protesta, iniziato nel 2004, che ne ha scongiurato alla fine un’ingloriosa chiusura. Attori “eccezionali” dell’opera del giovane filmaker napoletano Marcello Sannino, sono i librai napoletani, innanzitutto, ma anche le tantissime figure, tra eminenti studiosi, affermati autori e improbabili lettori, che nel tempo si sono unite nella difesa del patrimonio inestimabile rappresentato dall’attività di Treves.
In Centravanti Nato di Gianclaudio Guiducci, Carlo Petrini, noto calciatore degli anni Settanta e autore dello scomodo successo editoriale “Nel fango del Dio palone”, ripercorre la sua carriera e le sue drammatiche vicende personali svelando ciò che nel calcio “si fa ma non si deve dire”. Doping, calcio scommesse, processi buonisti, cambiano i tempi ma non i vizi del pianeta calcio. Zero Degree Orbit del marocchino Mahmoud Rahamani: un anziano che vive al confine tra Iran e Iraq è sospettato dell’uccisione della figlia e della moglie nella guerra tra Iran e Iraq. Ora la guerra tra Usa e Iraq sta cominciando…
Fuori concorso
A chiudere la prima giornata, intorno alle 22, sarà il film, fuori concorso, Kanzman – una scuola nel deserto di Barbara Galanti. Kanzman, che significa c’era una volta, è una scuola di cinema unica al mondo. Migliaia di ragazzi provenienti da tutto il Marocco possono essere ospitati nella scuola del tutto gratuitamente e hanno l’opportunità di imparare non solo il mestiere del cinema, ma anche la lingua italiana. Ouarzazate è la Hollywood marocchina. E’ sempre più richiesta come set delle grandi produzioni internazionali, anche se il Maroco non ha una grande tradizione cinematografica, soprattutto non ha tecnici qualificati e specializzati, il film segue la vita quotidiana della scuola di cinema.
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